14-XII-2000
tema in classe
Svolgimento III (Unione europea)
Il recente vertice svoltosi a Nizza questa settimana non ha conseguito i risultati sperati dai capi di governo degli stati aderenti all'Unione. Qualche mese fa diversi ossservatori prevedevano che questa conferenza avrebbe generato una Nuova Europa più unita e potente, ma con l'avanzare del tempo questa opzione si è dimostrata sempre meno verosimile. Alla conclusione del vertice sono state prese pochissime decisioni, in gran parte riguardanti problemi amministrativi legati alla configurazione attuale dell'Unione. La conferenza ha però contribuito ad approfondire il discorso sulle modalità di sviluppo dell'unione politica del continente: l'allargamento, l'evoluzione, la costituzione di un'identità comune.
L'Unione Europea del futuro sarà un elemento del tutto nuovo dal punto di vista geopolitico: non esistono modelli validi per stabilire un paragone. Diversi osservatori propongono di ispirarsi agli Stati Uniti d'America: una federazione di stati che ha avuto un estito positivo, sul cui modello si potrebbe costruire una nuova istituzione. Dal punto di vista dell'ordinamento dello stato questo è in parte possibile, ma per quanto concerne l'identità dell'Unione Europea non c'è possibilità di paragone fra le due sponde dell'Atlantico. Gli Stati Americani, pur avendo molta autonomia, non possono essere considerati in nessun modo Nazioni: parlano tutti la stessa lingua, i loro confini sono stati tracciati sulla carta geografica e hanno assunto in gran parte nomi di corsi d'acqua. L'unificazione dei primi stati aderenti risale agli inizi della loro storia; gli altri hanno quasi sempre fatto parte dell'Unione sin dalla loro fondazione. La popolazione americana è di insediamento relativamente recente. L'Europa invece dal punto di vista storico ha avuto un percorso molto più complesso. Gli Stati che la formano sono quasi tutti nazionali: hanno una propria identità, una propria lingua, i loro confini sono testimonianza della loro storia e sono spesso conseguenza di guerre combattute fra di loro. Dal punto di vista culturale e possibile riscontrare un'identità comune: la musica, la letteratura, l'aarte del continente hannno avuto uno sviluppo comune che cancellava o perlomeno sminuiva i confini interni. È constatabile che movimenti artistici come il romanico e il gotico, il barocco e il rococò, e così molti altri erano diffusi in simili forme in quasi tutta l'Europa nello stesso periodo. Poeti, artisti e musicisti come Dante, Goethe e Shakespeare o Mozart, Beethoven e Chopin provengono da una nazione, ma vengono riconosciuti da tutti i cittadini europei come "grandi europei". Ma l'Europa non si identifica solo nei suoi grandi artisti: i suoi abitanti parlano lingue differenti, ma hanno abitudini simili, una storia che li vede spesso in conflitto tra di loro, ma che è in fondo comune: le guerre, aldilà di chi ne è risultato vittorioso sono pur sempre state comuni.
Adesso l'Europa si deve dare anche delle istituzioni comuni: fino ad adesso sono state gestite in comune dalle nazioni componenti, ma se queste vogliono rappresentare la popolazione europea è auspicabile che vengano elette direttamente da quest'ultima. In questo modo dalla somma di varie nazioni si passerà ad una vera Europa unita, a cui i paesi aderienti delegheranno determinati compiti che possono dipendere da quanto li ritengono conciliabili con il resto della Comunità.
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